Mittwoch, 13. Juli 2011

Questo accadde un giorno.......straniero per destino e volonta'.

Carrissimi amici di " Intrage ",
ho ricevuto lettere da Sonia, Marisa, e Antonia dal Brasile. Mi incitano ad andare avanti con il mio racconto....... se proprio lo volete mi sforzero' a raccontare semplicemente quello che nellavita mi e' accadudo, e questo vi giuro che lo faro' con tutta la sincerita'. Intanto veniamo al giorno d'oggi: mese di luglio dell'anno 2011. Sono passati 4 mesi dall'entrata in pensione.Ho aspettato con ansia tutti questi anni, contando giorno per giorno il tempo che mi divideva a questo momento. Che sciocco impostare tutte le mie speranze ad una evenienza come se fosse un attimo definitivo e liberatorio agli affanni umani! Veramente ad essere sincero i probblemi umani non e' che mi siano aumentati , ma neanche diminuiti. Un operazione al menisco che ancora dopo quattro mesi non e' guarita, palpitazioni al cuore che mi procurano panico...... gran voglia di evadere senza sapere dove e come, senza ledere la sensibilita' di mia moglie che mi vorrebbe sempre vicino a lei.

Questa mattina ho dovuto portare la mcchina all'ufficina ...... l'acclimatizzatore non funziona. Costo della riparatura 980 euro. Dico solo Merda!!!!!! La lascero' riparare in Italia , forse riusciro' a risparmiare qualche cosa. Per distrarmi un po' ho fatto una lunga passeggiata passando per wedding, Müller Str. .... Oranienburger Str. Ho visitato un po di negozi. Poi ritornando a casa sono passato dai miei suoceri a fare un salutino, qui abbiamo deciso di intraprendere nel mese di settembre un viaggio a Busum nel mar del Nord.

Ora cari amici continuo il mio racconto , che non sara' cronologico ...... la cronologia dei fatti dovrete farla voi mettendo insieme i vari pezzi........ sara' un bel passatempo!!!!!!!! Quello che scrivero' oggi sara' il vero inizio della mia vita....... i primi giorni...... quello che mi e' stato raccontato.


Straniero per destino e volonta'.
La nascita.

Negli anni immediati dopo la guerra, la situazione sociale ed economica delle famiglie era contrassegnata dal disagio e dalla poverta'.Ma le famiglie numerose , come la nostra ( sei figli ) , risentivano piu' del dissesto sociale che si era venuto a formare a causa del conflitto. I miei ricordi alquanto vaghi, mi riportano nel luogo di nascita e alla casa che mi vide crescere. In questa casa , completamente priva di impianti sanitari, vivevamo in otto in condizioni di poverta'. La cucina, luogo dove si passava la maggior parte della giornata, era buia, e l'unico spiraglio di luce proveniva da una inferiata rialzata sulla parete , sopra un lavandino . L'unica toilette era formata da uno sgabuzzino senza finestre, ma con un finestrino che dava su un fondo dove sovente si vedevano passeggiare dei ratti che provenivano dalla vicina fogna. Di fronte alla cucina attraversando due rampe di scale c'era il salotto, luogo sacro, dove non ci si poteva entrare, e se si entrava non ci si poteva sedere sul divano, essendo questo conservato da generazioni come un cimelio di famiglia. Nonostante tutto io non risentivo da questi disagi che erano compensati da un grande calore umano. Essendo io il piu' piccolo della cvata, e circondato da quattro sorelle, mi sentivo da tutti coccolato, sbaciuccato, e sballottato da una braccia a quell'altra. Ma il maggior tempo lo passavo con la sorella minore, L. , con la quale io giocavo nel modo piu' divertente e spensierato. La famiglia che abitava nei piani superiori, anch'essa in condizioni igienico sanitarie spaventose, era una famiglia molto alla mano, con la quale i contatti erano giornalieri, essendo i figlioli piu' o meno della mia eta'. E cosi' in questa calorosa atmosfera, senza accorgermi dei tanti probblemi che affliggevano mia madre attraverso la grave malattia di mio padre, io trascorrevo i miei primi cinque anni di vita. Anche al di fuori della casa, nella via circostante sembrava che tutti appartenessero alla mia famiglia: Orfeo, il barrocciaio mi faceva montare a cavallo della lola, e mi portava al fiume a caricare la sabbia con il carroccio. Archimede che aveva la miccia me la faceva montare e mi portava s soasso a " fuori porta ( fuori delle mura della citta' ). Mariucci il falegname, mi dava il maltello e mi faceva battere sul legno. Scucutta il gelatiere ogni tanto mi dava qualche caramella. E cosi' le giornate erano piene di calore umano, non meno delle notti, perche io dormivo tra mio padre e mia madre nel mezzo del letto. Ma avevo il presentimento che dovesse succedere qualche cosa. Una sera sognai che mio padre stesse sull'orlo di un burrone e stesse per cadere. Mi svegliai di soprassalto!!!!!!La paura di perderlo da quel momento non mi lascio' mai, e cosi' quell'infausto sogno si avvero': mio padre mori' quando io avevo l'eta' di quasi sei anni. Da questo momento la mia vita cambio' drasticamente.


Cari amici di Intrage..... spero di non avervi annoiato. Presto ci risentiremo . Per il momento vi auguro una buona notte perche sono quasi le 21. Vi prego non lasciatemi solo!!!!!! scrivetemi Ciao a tutti. Il vostro Pino.

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