Montag, 12. Dezember 2011

Dicembre 2011.

carissimi amici,
riprendo a scrivere dopo un lungo periodo...... dal 12 luglio. Avete sentito la mia mancanza?? Dalla posta elettronica sembra di si!!!!! Ebbene Luglio e Agosto li ho trascorsi in Italia nella nostra cascina con mia moglie, mio figlio Marco e gli immancabili tre gatti. In quel periodo ancora il mio stato di salute non si era rimesso completamente. Ogni tanto il mio cuore batteva irregolarmente. Dovevo prendere ogni sera un anti-depressivo, che mi calmasse e mi lasciasse dormire. Questo medicinale , che si chiama doxepin, mi lasciava anche totalmente imbambolato quando mi alzavo alla mattina, e questo non sfuggiva agli occhi di mia moglie che mi spronava ad essere piu' attivo e presente. Prima da ripartire per Berlino la schiera dei gatti e' aumentata, infatti mia moglie si e' presa ancora una gattina dalla vicina di casa, ora abbiamo quindi non piu' tre gatti ma quattro. Ritornato a Berlino, ho passato un periodo alquanto contrastato, continuando a prendere queste medicine, che dettavano il ritmo della mia giornata, tra sonnolenza e stanchezza. Ma gli attacchi di cuore ( tachicardia ) diminuvano. Le visite dal cardiologo mi assicuravano che il cuore era sano e che i miei disturbi erano dovuti al sistema neurovegetativo...... in poche parole al mio stato di apprensione. Dovevo calmarmi e abituarmi al nuovo regime di pensionato. La svolta in positivo e'avvenuta quando sono partito dinuovo per l'Italia ( a ottobre ) dove attraverso il lavoro del giardino, e le preoccupazioni ( e gioie ) della cascina mi hanno distolto dai miei pensieri depressivi . Piano, piano ho eliminato anche i miei medicinali ( la doxepin ) con grande sollievo del mio intestino e stomaco che soffrivano dagli effetti collaterali della doxepin ....... come poi ho avuto la conferma documentandomi in internet. Ora al momento in cui vi scrivo siamo arrivati al periodo prenatalizio. Come ogni anno ho gia' allestito il grande Presepio al St. Joseph, e come sempre tutti sono entusiasti dalla creativita' e dalla bellezza di questa opera. Poi parlando con suora Agnese le ho promesso che per il convento ( 20 suore) quest'anno avevo intenzione di cucinare la pizza. Questo e' avvenuto e le suore sono state contentissime e hanno applaudito il mio operato. Nello specifico questa mattina Evelyn lavora di mattina e da me a casa sono venuti gli elettricisti a riparare un cavo elettrico Tutto qui . Ma ora e' arrivato il momento di continuare a raccontarvi le mie memorie e lo faro' senza indugi:


STRANIERO PER DESTINO E VOLONTA'

UNA SCELTA DIFFICILE.

.......... Mancavano pochi giorni alla data della mia partentza. Si discuteva ancora nell’ambito familiare sulla mia idiozia di intraprendere questo passo. “ L’America e’ in Italia” dicevano i miei compagni!!!!!! In effetti il 1968 era un anno contrassegnato dal un boom economico . Le famiglie italiane cominciavano a stare bene.Quasi ogni casa aveva il suo televisore, il frigorifero e si cominciavano a vedere molti giovani a guidare la propria auto. Erano gli anni della protesta studentesca, della rivoluzione sessuale, dei beatels, delle rivolte operaie, degli hippies. Si sentiva nell’aria un tempo di grandi cambiamenti. Anche io volevo prender parte a questi movimenti di grande innovazione, e il mio paesino di provincia mi pareva troppo lontano da queste rivoluzioni culturali. Ero pero’ completamente conscio, e questo mi preoccupava non poco, che una volta intrapreso questo passo , non ci sarebbe stato un come-back....... un ritorno alle mie decisioni; questo sarebbe stato troppo umiliante; dopotutto avevo rifiutato un posto sicuro in banca..... e questo nessuno me lo avrebbe perdonato, per non dire della mia famiglia che si adoperava e songiurava a farmi cambiare idea.

Mentre le ore passavano, e la data della partenza si avvicinava, meditavo nella mia cameretta, e guardavo il letto rifatto cosi’ alla perfezione che solo le mani di mia madre potevano essere capaci, mi soffermavo sulla mia scrivania e seguivo le lanciette della sveglia che scandivano i secondi, quella sveglia a me tanto familiare con i numeri delle ore di color verde fosforescente, e pensavo a quante volte avrei rimpianto l’odore del caffe’ e delle fette di pane abbrustolite che la mamma con tanto affetto e premura mi preparava, quando ancora insonnolito mi alzavo dal letto alla mattina. Quante volte avrei rimpianto le chiacchierate e le risate che si facevano in famiglia con le mie sorelle e mio fratello..... e le lunghe passeggiate nell’appennino Tosco-umbro-marchigiano. Dall’altra parte pero’ c’era un’altro mondo che mi aspettava, un mondo di imprevisti, sacrifici, di sofferenze.... ma anche di accompimenti, di traguardi, di conoscenze, di lotta. Il mio sogno era sempre stato di imparare le lingue, di essere in grado di parlare con gran parte della popolazione europea. Volevo poter saper leggere gli autori stranieri nella propria lingua.

Oramai la decisione era stata presa, il biglietto del treno comperato, la valigia con le poche cose era stata allestita. Il 18 Settembre del 1968, dopo un lungo abbraccio con i miei amici e familiari, presi il treno ad Arezzo e da Li’ inizio’ la mia odissea..........



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