Sonntag, 1. Januar 2012

Datum 12. 03. 09.

Carissimi amici di Intrage , sono ancora tra voi. Ciao Lisa, Amaq, Nadia § company. Ho passato delle buone e laboriose vacanze. Appena arrivato alla mia fattoria il primo compito e’ stato quello di riparare lo scolo del bagno. Ho la fortuna che queste riparazioni le possa fare da solo perche un idraulico costa l’ira di Dio...... ho sempre pensato che se dovessi ritornare in terra l’idraulico srebbe il mio agognato mestiere. Poi ho cominciato a mettere a posto il giardino tagliando l’erba. In questo sono molto meticoloso!!!!! Mi sento a mio agio solo quando tutto e’ in ordine e chiaro..... l’evelyn ( mia moglie ) dice sempre che ho un tick.... quello dell’ordine, ma solo per quello che riguarda il giardino. In questi giorni e’ successo anche un fastidioso inconveniente!!!!!! Sono andato dal macellaio e ho chiesto un osso per il mio leone( un dobermann ); questo mi ha preso in parola e mi ha offerto un mega osso del peso di quasi un chilo. Il duca ( nome del dobermann ) mi ha fatto grandi feste quando mi ha visto arrivare con questa carcassa, ed io senza pensare glielo fatta rosicchiare tutto il giorno.All’indomani pero’ ho notato delle macchioline di sangue nel pavimento della terrazza, ed ho potuto notare che questo sangue usciva dal sedere d el cane. Nel corso della giornata ho potuto altressi’ scrutare che il duca si sforzava ad andare di corpo senza riuscirci. Fine della storia .... dopo tre giorni che il duca non poteva fare i suoi bisogni, son dovuto andare dal vetrinario il quale attraverso dolorosi cristeri e la somministrazione di olio di origino e’ riuscito fnalmente a sgombrare l’intestino del duca. Mea culpa, mea culpa, l’osso che gli ho dato e’ stata la causa della sua stitichezza. Non lo faro’ piu’!!!!!!!!

Bene!!! Ora mi appresto a continuare a scrivere la mia storia, sperando nella vostra pazienza se saro’ noioso . Il punto dove sono arrivato e’ molto critico. Il lavoro che devo fare a Londra e’ pesante e vengo sfruttato nel peggiore dei modi. Ma ora vedrete.

STRANIERO PER DESTINO E VOLONTA’.

Quei giorni accadde veramente!!!!!

A quell’epoca in gran Bretagna si teneva un ibattito, a volte molto accanito sull’entrata dell’inghilterra nel mercato comune europeo. Molti parlamentari, specialmente nelle fila dei laboristi, erano contrari. L’Inghilterra era ed e’ rimasta sempre restia a condividere le sue sorti con quelle del continente. Che l’inghilterra non fosse nel mercato comune, comportava per noi italiani una limitazione nel trovare un lavoro: a noi era concesso solo un lavoro domestico ( domestic- work ).Il mio permesso di soggiorno era scaduto, mi resi conto che ancora per me era troppo presto per districarmi in qualche cavillo burocratico, cosi’ mi rassegnai a rimanere nel mio stato di illegalita’. Dovevo abituarmi a questo stato di precarieta’anche se il lavoro nero mi rendeva vulnerabile al ricatto e al piu’ disumano sfruttamento. A breve ne dovevo fare le spese.

Come avevo progettato mi misi alla ricerca di un nuovo lavoro. Sempre attraverso conoscenze ne trovai uno come “ pulisci-tavolo” nella zona della City. Questa era una cantina dove gli impiegati elle grandi banche, venivano a fare il loro spuntino durante la loro pausa pomeriiana. Dalle dodici alle sedici ero impegnato a sgomberare i tavoli e a pulirli. La paga che prendevo era molto bassa, ma l’orario mi permetteva di essere piu’ libero e quindi avere la possibilita’ di poter andare a scuola serale ed impegnarmi nell’apprendimento metodico dell’inglese, lingua alla quale ero innamoratissimo.

Erano gli inizi di novembre, ed ancora non mi ero abituato al clima londinese. Ero pigro, dopo il mio lavoro ad andare in giro per le strade di Londra ed affrontare il freddo, la nebbia e sovente la pioggia. Preferivo il pub, dove mi siedevo a bere una birra e cercare di leggere un giornale” Il Guardian “. Non capivo che poche parole, ma in questo ero caparbio, anche se questo processo richiedesse una grande dose di pazienza.

Un giorno uscendo dal pub sentii dei brividi in tutto il corpo ai quali seguirono i segni di un grande malessere. Ritornato a casa mi lasciai andare alle cure ella signora Frattini. La temperatura era salita a 39 gradi ed era consigliabile chiamare un dottore, ma anche se la signora Frattini insisteva nel volerlo chiamare, io mi rifiutavo. Avevo paura del mio stato di illegalita’ non avendo il permesso di soggiorno. Pregai Carmelo di andare dal mio datore di lavoro per informarlo del mio stato di salute e dell’impossibilita’ di riprendere il lavoro fino a quando non mi fossi ripreso. Stetti quasi una settimana sotto le coperte bevendo tisane. Pensai a fondo sulla mia situazione..... ed ebbi qualche attimo di scoraggiamento.

Rimessomi di salute mi ripresentai al lavoro. Con grande stupore mi fu comunicato che il mio posto era stato occupato da un’altra persona, e che per me oramai non c’era piu’ occupazione. Rimasi molto male sul come si potesse giocare sulla testa delle persone. Per riordinare le idee non mi rimase altro che andare al mio solito pub..... mi sedetti, ordinai una birra, e tra un sorso e l’altro mi sentii solo maledettamente solo.

Ritornai all’Italian domestic agency per farmi dare un nuovo lavoro. Me lo trovarono come aiuto cuoco. Anche qui non resistetti piu’ di una settimana. Il cuoco, un sardo sulla quarantina mi sgridava, mi insultava, e mi comandava a bacchetta come uno schiavo. Non potei resistere piu’, e una mattina lo salutai dicendogli di trovarsi un’altro imbecille che lo potesse aiutare meglio di me.

Ritornai alla stessa agenzia, e mi lamentai dell’accaduto dicendo che le persone non potessero essere trattate cosi’ come se fossero schiavi. L’agenzia mi dette in senso riparatorio l’indirizzo di una buona trattoria, la cui proprietaria si chiamava Rosina. La trattoria era situata nella zona di chelsea. Da qui comincio’ la svolta che da tanto aspettavo nella mia vita londinese.

Carissimi amici di Intrage ora smetto di scrivere e ci risentiremo la prossima volta fra pochi giorni. Vi auguro una buona nottata e scusatemi se la mia storia vi ha un po’ annoiato....... ma successe veramente!!!!!!

Mittwoch, 21. Dezember 2011

Questo accadde veramente un giorno…..

Straniero..... per destino e volonta’

…………. Quando l’odiosa campanella delle sveglia fini’ di suonare , in pochi secondi dovevamo essere gia’ fuori dalle calde e molli coperte. Quella mattina era particolarmente freddo, e nonostante che nella camerata dormissero 32 persone l’ambiente che veniva riscaldato da soli due termosifoni rimaneva fastidiosamente rigido…….. ma eravamo abituati a questi sacrifici, anche mentalmente, il rettore Fadda infatti non si dimenticava di ripetere che anche I reali d’Inghilterra educavano I loro figli alla durezza della vita e si dovevano fare il letto da soli. 10 minuti era il tempo per rifare il letto e mettersi in fila per andarsi a lavare . Quando tutti erano pronti in fila Indiana, sempre in gran silenzio, il caposquadra dava l’avanti march per spostarsi al reparto lavandini. Il silenzio era la massima regola , e se qualche volta capitava di aver dimenticato il dentifricio si doveva con segni e mimiche pregare un commilitone di farselo prestare.L’acqua calda non esisteva…… quella mattina ci svegliammo con una grande sprpresa I tetti , la strada , il cortile che si poteva vedere dai nostri finestroni erano coperti da una folta coltre Bianca: aveva nevicato tutta la notte, ed ancora grandi fiocchi bianchi cadevano lenti sui davanzali delle nostre finestre. Spesso pensavo a casa mia , alla mia cameretta, e al grande focolaio dove tutta la famiglia si radunava confortata dal calore di quei ceppi scoppiettanti ….. una grande malinconia si impossessava del mio spirito. Era febbraio, e facevo la quarta elementare , Rossetti era il mio maestro e quella mattina ci dette da svolgere un tema : Alla Madonna candelora dell’inverno semo fora. Mi ricordo che quell’anno la neve fu abbontantissima, e per premunirci dal freddo il rettore fece distribuire delle giacche “ ante –guerra” che erano depositate nei magazzini del guardaroba. Ma quella mattina ero particolarmente triste perche il tentative di fuga che avevo preparato con il mio commilitone Bracci era fallito !!!! Tutto era stato preparato e per lungo tempo era stato la mia speranza di riprendermi la liberta’ negate….. volevo essere libero!!!!!! Il piano era quello di alzarci la notte alle due e attraverso una finestra uscire nel cortile per poi scavalcando il muro camminare attraverso boschi e montagne. Sui nostri sacchetti avevamo raccolto mele e pane…….. ma quella sera il caldo delle nostre coperte era stato piu’ allettante che una fuga incerta e senza esito …… rimasi nudo con le mie fantasie e speranze deluse...........

Montag, 19. Dezember 2011

Berlino 19 dicembre2011
Carissimi amici, come ogni anno, pochi giorni prima del santo natale e' d'obbligo visitare i mercatini di natale.... i famosi Weihnachts-märkte, tipici in queste terre nordiche. Uno dei piu' caratteristici e' quello di Alexander Platz, che si prolunga per centinaia di metri lungo il viale di " Unter den Linden". L'atmosfera e' veramente natalizia. Le bancherelle sono tutte illuminate, e una grande moltitudine di persone percorre i marciapiedi come un lento fiume in piena. Ce ne sono di tutte le razze, e non di rado si sente parlare italiano, ma i piu' numerosi sono i polacchi che per aspetto non si distinguono molto dai tedeschi, anch'essi biondi e occhi celesti,se non fosse per il loro tipico accento polacco. Sono quasi le 4 del pomeriggio, e qui comincia a farsi buio ( un'ora prima che in Italia ). La temperatura e' bassa, uno o due gradi sopra lo zero, ma tira un gelido vento che fa oscillare le numerose lampadine dei Bazar, mi sento protetto dal mio grande mantello, e dalla sciarpa arrotolata al collo. Cammino lento, e mi incuneo tra queste bancherelle per vedere se ci sono delle novita'........ C'e' una miriade di articoli, dai casalinghi, abbigliamenti, ferramenta, giocattoli, ma veramente non ho bisogno di nulla e mi accontento di guardare e soprattutto sentire questa atmosfera sommessa di festa. Piano,piano, da Alexanderplatz, arrivo a Nikolai-viertel, una piccola piazzetta attorniata da piccoli vicoli.Qui e' il luogo dove Berlino ha avuto le sue radici, tra il fiume Spree e la roten- Rathaus ( Sede del comune ). Non lontano da qui si intravede il duomo di Berlino che si erge maestoso cercando di fare concorrenza alla " Fernsehen-Turm " Mi fermo un attimo e non posso non ravvisarmi che il luogo dove mi trovo e' il luogo dove 20 anni orsono non si poteva camminare liberamente se non sotto l'attento sguardo dei vopos russi....... erano i tempi della guerra fredda.... fortunatamente ora di freddo c'e' solamente il vento che si infiltra tra le orecchie. Cammino ancora un po'; le offerte culinarie sono abbondanti e varie, mi avvicino ad un mega-braciere dove vengono arrostiti i Brat-Würstel.... ne ordino due con un bicchiere di vin-Brule'. Mi sento confortato dal calore che emana il braciere e sorseggio lentamente il vino. Ricomincio a camminare e mi soffermo in un piccolo angolo dove una donna vestita di nero a moda anni trenta canta le note nostalgiche di Lilin Marlen....... mi ravviso che sono a Berlino, dove queste note venivano cantate in tempo di guerra per rinfrancare i soldati dai sacrifici del fronte..... altri tempi!!!!!!!E' ora di ritornare a casa ; prendo la metropolitana e durante il tragitto ripenso alle impressioni ricevute da questa breve escursione........... Berlino....... Natale.......la Guerra.......i Vopos......Lilin Marlen......e il Würstel che con grande appetito ho gustato. Ancora una giornata e' passata.... e tutto diventa storia!

Montag, 12. Dezember 2011

Dicembre 2011.

carissimi amici,
riprendo a scrivere dopo un lungo periodo...... dal 12 luglio. Avete sentito la mia mancanza?? Dalla posta elettronica sembra di si!!!!! Ebbene Luglio e Agosto li ho trascorsi in Italia nella nostra cascina con mia moglie, mio figlio Marco e gli immancabili tre gatti. In quel periodo ancora il mio stato di salute non si era rimesso completamente. Ogni tanto il mio cuore batteva irregolarmente. Dovevo prendere ogni sera un anti-depressivo, che mi calmasse e mi lasciasse dormire. Questo medicinale , che si chiama doxepin, mi lasciava anche totalmente imbambolato quando mi alzavo alla mattina, e questo non sfuggiva agli occhi di mia moglie che mi spronava ad essere piu' attivo e presente. Prima da ripartire per Berlino la schiera dei gatti e' aumentata, infatti mia moglie si e' presa ancora una gattina dalla vicina di casa, ora abbiamo quindi non piu' tre gatti ma quattro. Ritornato a Berlino, ho passato un periodo alquanto contrastato, continuando a prendere queste medicine, che dettavano il ritmo della mia giornata, tra sonnolenza e stanchezza. Ma gli attacchi di cuore ( tachicardia ) diminuvano. Le visite dal cardiologo mi assicuravano che il cuore era sano e che i miei disturbi erano dovuti al sistema neurovegetativo...... in poche parole al mio stato di apprensione. Dovevo calmarmi e abituarmi al nuovo regime di pensionato. La svolta in positivo e'avvenuta quando sono partito dinuovo per l'Italia ( a ottobre ) dove attraverso il lavoro del giardino, e le preoccupazioni ( e gioie ) della cascina mi hanno distolto dai miei pensieri depressivi . Piano, piano ho eliminato anche i miei medicinali ( la doxepin ) con grande sollievo del mio intestino e stomaco che soffrivano dagli effetti collaterali della doxepin ....... come poi ho avuto la conferma documentandomi in internet. Ora al momento in cui vi scrivo siamo arrivati al periodo prenatalizio. Come ogni anno ho gia' allestito il grande Presepio al St. Joseph, e come sempre tutti sono entusiasti dalla creativita' e dalla bellezza di questa opera. Poi parlando con suora Agnese le ho promesso che per il convento ( 20 suore) quest'anno avevo intenzione di cucinare la pizza. Questo e' avvenuto e le suore sono state contentissime e hanno applaudito il mio operato. Nello specifico questa mattina Evelyn lavora di mattina e da me a casa sono venuti gli elettricisti a riparare un cavo elettrico Tutto qui . Ma ora e' arrivato il momento di continuare a raccontarvi le mie memorie e lo faro' senza indugi:


STRANIERO PER DESTINO E VOLONTA'

UNA SCELTA DIFFICILE.

.......... Mancavano pochi giorni alla data della mia partentza. Si discuteva ancora nell’ambito familiare sulla mia idiozia di intraprendere questo passo. “ L’America e’ in Italia” dicevano i miei compagni!!!!!! In effetti il 1968 era un anno contrassegnato dal un boom economico . Le famiglie italiane cominciavano a stare bene.Quasi ogni casa aveva il suo televisore, il frigorifero e si cominciavano a vedere molti giovani a guidare la propria auto. Erano gli anni della protesta studentesca, della rivoluzione sessuale, dei beatels, delle rivolte operaie, degli hippies. Si sentiva nell’aria un tempo di grandi cambiamenti. Anche io volevo prender parte a questi movimenti di grande innovazione, e il mio paesino di provincia mi pareva troppo lontano da queste rivoluzioni culturali. Ero pero’ completamente conscio, e questo mi preoccupava non poco, che una volta intrapreso questo passo , non ci sarebbe stato un come-back....... un ritorno alle mie decisioni; questo sarebbe stato troppo umiliante; dopotutto avevo rifiutato un posto sicuro in banca..... e questo nessuno me lo avrebbe perdonato, per non dire della mia famiglia che si adoperava e songiurava a farmi cambiare idea.

Mentre le ore passavano, e la data della partenza si avvicinava, meditavo nella mia cameretta, e guardavo il letto rifatto cosi’ alla perfezione che solo le mani di mia madre potevano essere capaci, mi soffermavo sulla mia scrivania e seguivo le lanciette della sveglia che scandivano i secondi, quella sveglia a me tanto familiare con i numeri delle ore di color verde fosforescente, e pensavo a quante volte avrei rimpianto l’odore del caffe’ e delle fette di pane abbrustolite che la mamma con tanto affetto e premura mi preparava, quando ancora insonnolito mi alzavo dal letto alla mattina. Quante volte avrei rimpianto le chiacchierate e le risate che si facevano in famiglia con le mie sorelle e mio fratello..... e le lunghe passeggiate nell’appennino Tosco-umbro-marchigiano. Dall’altra parte pero’ c’era un’altro mondo che mi aspettava, un mondo di imprevisti, sacrifici, di sofferenze.... ma anche di accompimenti, di traguardi, di conoscenze, di lotta. Il mio sogno era sempre stato di imparare le lingue, di essere in grado di parlare con gran parte della popolazione europea. Volevo poter saper leggere gli autori stranieri nella propria lingua.

Oramai la decisione era stata presa, il biglietto del treno comperato, la valigia con le poche cose era stata allestita. Il 18 Settembre del 1968, dopo un lungo abbraccio con i miei amici e familiari, presi il treno ad Arezzo e da Li’ inizio’ la mia odissea..........



Dienstag, 6. September 2011

Berlino 06 09 011

Carissimi amici di Intrage oggi e'una splendida giornata di sole settembrino! Avrei una una gran voglia di fare una lunga passeggiate in bici, ma devo attendere l'amministratore della casa che deve verificare l'entita' del lavoro di riparazione per un cavo telefonico che l'usura del tempo ha fatto divenire poroso. La mia salute si sta piano piano riprendendo....... le palpitazioni di cuore sono sparite e le pillole che mi ha ordinato il cardiologo per combattere l'insonnia sembrano diano i loro frutti. Due giorni fa ho ricominciato a fare le mie lunghe passeggiate di nordic-walking, ed e' stato come rinascere nel poter constatare che il ginocchio sia quasi guarito. In queste passeggiate lunghe di 7 -otto chilometri ho tempo di osservare la natura, di pregare, di meditare, e di esercitare il mio corpo. Quando poi ritorno a casa tutto sudato mi aspetta una bella doccia ristoratrice. Penso spesso alla morte..... e mi soffermo spesso sulle letture che cerchino di spiegarmi il perche dell'esistenza.
Sto leggendo per l'appunto delle riflessioni di "Gaspare Mura sull'angoscia ed esistenza" . Mi soffermo sulla sofferenza, sulla disperazione e mi e' difficile capire perche' per crescere e' necessario il dolore! Leggo e cito...... Anche se realmente innocentecome l'uomo non ancora corrotto dal peccato, Giobbe avrebbe dovuto conoscere un'angoscia e una sofferenza innocente che unicamente lo avrebbe condotto ad una crescita personale del suo amore per Dio. Questo senso finale, che qui vorrei attribuire all'intervento di Dio nel libro di Giobbe, e' comprovato da una serie di considerazioni, le quali vertono sul principio che tutta la creazione, e l'uomo in particolare, sono stati creati in un dinamismo di sviluppo e di crescita, per il quale e' essenziale la SOFFERENZA E L'ANGOSCIA. ( Angoscia ed esistenza ,Gaspare Mura ).

Cari Amici dopo questo intermezzo filosofico, voglio riprendere il mio racconto londinese. La data in cui ho cominciato a raccontare e' quella di febbraio dello 009, quindi non lasciatevi confondere dalle date.

Berlino 16 Febbraio 009
Carissima Luisa, Liliana, Annalisa, Amaq, e quanti altri mi seguono.... buon giorno!!!!Questa mattina a Berlino una bellissima sorpresa: tutti gli alberi e i tetti delle case sono imbiancate di neve. Mia moglie poveretta si e' dovuta alzare alle cinque del mattino per il lavoro. Io invece ho una giornata libera e faro' una bella passeggiata nel parco. Ora al nostro racconto londinese.



........ Accadde un giorno per davvero ........... per destino e volonta'


....... Al ritrovo di una sistemazione ......... primi giorni londinesi.

Il prpprietario della pizzeria Piccadilly era un toscano trasferitosi a Londra da diversi anni, e mentre mi mostrava il restorante diceva che lui aveva iniziato dalla gavetta ..... da lavapiatti prima di divenire proprietario. I ristorante era spazioso, e si preparavano piatti che andavano dai primi, come spaghetti, lasagne, ravioli, etc. fino ai piu' svariati secondi, piu' naturalmente le pizze.. Il forno delle pizze pero' non era nella cucina, ma in un angolo del retorante, dove il cliente poteva vedere il pizzaiolo fare e infornare le pizze. La cucina , che comunicava con la sala attraverso uno sportello, era in fondo alla sala stessa. Il proprietario, dopo la presentazione, mi dette una parannanza, mi porto' nella cucina e mi presento' al cuoco. La cicina era un buco, sporco, untuoso, e maleodorante. Il cuoco aveva come aiutante un giovane pachistano, il quale quando mi vide non ostento' a farmi una festata anche se non ci eravamo mai incontrati..... male in comune mezza allegria! Il lavoro consisteva a lavare continuamente i piatti le stoviglie e i tegami. Specialmente nelle ore di punta di piatti piu*' ne lavavo e piu' ne venivano.Quando mettevo le mani nell'acqua calda e untuosa cercavo di ricordarmi se nell'inferno di Dante non venisse contemplato il lavoro del lavapiatti, e a quale peccato potesse essere abbinato. Il cuoco era un mingherlino originario di Mantova che sbuffava sempre come fosse una ciminiera, sembrando sempre di essere sotto pressione, quando mi parlava lo faceva con parole mezze lombarde e mezzo inglesi cosi' che io capivo solo un quarto di quello che dicesse. Era una brava persona! e ogni tanto nelle ore di meno lavoro mi invitava a fumare una sigaretta sulla soglia della porta che dalla cucina dava su un viottolo a fondo cieco, sporco, puzzolente, e pieno di immondizia. In fondo a questo vicoletto c'era una rampa di scale che dava ad un magazzino. Su questa rampa di scale sedevano 3 o quattro uomini ( piu' simili alle bestie ), che vegetavano e passavano il loro tempo a bere vino o birra, aspettando che il cuoco ogni tanto desse loro qualche osso di avanzo o un piatto di spaghetti. I loro movimenti erano lenti, come se vivessero in un altro mondo, e si aiutavano a vicenda a liberarsi dai pidocchi e dalle pulci che si erano annidate nelle loro chiome biono-nere. I loro vestiti erano multicolori, ma il nero era proponderante, probabilmente per l'effetto della sporciziache si era depositata da anni. Con queste impressioni passai le mie prime otto ore londinesi.
Finito il lavoro, lasciai la mia valigia in cucina, prendendo solo il mio necessaire che doveva servirmi per la notte non sapendo ancora dove poter dormire. Salutai il cuoco, il pachistano, e mi diressi verso la statua di eros di Piccadilly, luogo dove mi ero dato appuntamento con lo svizzero. Piccadilly a quest'ora della gornata era affollatissima di giovani di tutte le razze. Qui si potevano fare le piu' strane conoscenze, allacciare rapporti, scambiare le proprie idee politiche e culturali. Quello che a me in quel momento premeva, comunque, era trovare una sistemazione per quella notte, perche io ero all'estremo delle mie forze. Con grande gioia rividi lo svizzero che con ina pacca sulla spalla mi disse che per la sera aveva trovato una sistemazione per tutti e due. Non lontano da Piccadilly tre italiani di Bologna erano disposti a farci dormire nella loro camera, ma dovevamo naturalmente sistemarci per terra. Accettai, anche per approfittare dell'occasione per farmi dare informazioni utili sul come procurarmi una dimora stabile. Nonostante dormissi per terra, riuscii a riposare, rassicurato perlomeno di essere tra amici. All'indomani potei fare una bella doccia con acqua calda, e una bella colazione, assieme agli amici bolognosi, con i quali ebbi anche l'occasione di parlare della mia situazione, ma parlammo anche delle bellezze di Londra delle loro conoscenze, dei loro appuntamenti etc. Questi tre ragazzi erano studenti venuti a Londra per imparare la lingua inglese e avevano intenzione di restare la' ancora due mesi per poi ritornare a casa e riprendewre gli studi. Ci lasciammo in buona armonia con l'intenzione di ritrovarci alla sera, dopo il mio lavoro, sempre a Piccadilly.
La seconda giornata di lavoro non fu diversa dalla prima, piatti, tegami, stoviglie ..... e via di seguito. Il cuoco mi raccontava che era ormai da venti anni che era a Londra, e che prima di divenire cuoco dovette anche lui iniziare da lavapiatti. Era dovuto scappare dall'Italiaper i debiti che sua moglie aveva contratto per una attivita' che poi ando' male. Con il tempo si era diviso dalla moglie, ed ora aveva come compagna una spagnola. Il mio collega pachistano aiutava il cuoco a fare le porzioni, a tagliare le cipolle, le carote, a lavare l'insalata, e solo quando non aveva niente da fare mi aiutava a smaltire la fila di piatti che a mio avviso non finivano mai. I Barboni nel vicoletto erano sempre al loro posto, e quando gli portavo una ciotola di brodo o di spaghetti ( aanzo dei clienti ), borbottavano un inglese indecifrabile dietro la loro folta e sporca barba, senz'altro parole di ringraziamento. Cercavo di non avvicinarmi troppo, non per mancanza di rispetto, ma per paura di essere attaccato da qualche pulce o pidocchio.
Finito il secondo giorno di lavoro mi apprestai subito alla statua di eros di Piccadilly, dove mi ero dato appuntamento con i tre ragazzi bolognesi. Dello svizzero nessuna traccia, probabilmente era riuscito ad abbordare qualche inglesina, e da quel momento non ebbi piu' notizia. Assieme ai tre bolognesi, trovai un quarto ragazzo. Questo si presento' come Carmelo, e in tono molto confidenziale mi disse che sarebbe stato in grado di trovarmi una camera a quattro letti per due sterline alla settimana, che questo posto si trovasse molto lontano dal centro, e lui era uno dei compagni che divideva questa camera. Carmelo era un compagno dell'estrema sinistra.....un rivoluzionario moista. Mi disse che prima di potermi far dormire in questa camera, dovesse prima parlare con la padrona di casa, una donna mezza italiana che per sbarcare il lunario affittava le camere. Fui felice di questa possibilita', ma anche per quella notte dovetti dormire per terra.

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Cari amici di Intrage come sempre vi auguro una buona notte....... sognate di Londra..... delle sue nebbie del big Ben.......e delle belle inglesine...... Ciao il vostro Pino.

Dienstag, 23. August 2011

Carissimi amici di Intrage, mi viene da dire che con le date non ci capirete niente , quindi e' mio obbligo fare chiarezza. Ora nel mommento che sto scrivendo e' precisamente il 23- Agosto del 2011. Quello che raccontero' poi e' del 15 febbraio 09, che continuera' il racconto del mio soggiorno londinese....... oddio che casino. Ecco ! giudicatemi un casinaro. Allora oggi 23 agosto 2011 sono sato dal mio cardiologo. Da diverse settimane soffro di palpitazioni al cuore, e quando sto " cazzo " qua' mi viene mi fa precipitare in panico..... il mio cuore non e' piu' regolabile e fa il cazzo ( ancora una volta ) che vuole. Dopo un'anticamera di quasi due ore il cardiologo mi ha sottoposto all'eco cuore......tutto sano!!!! poi allo stress test...... tutto bene!!!!!! ci sarebbe da essere felici.... eppure no! SONO CADUTO IN DEPRESSIONE e queste palpitazioni sono gli effetti psicosomatici delle mie ansie , dello mio stress, insomma del mondo che mi circonda. Ho lavorato 40 anni in psichiatria e so che questa bestia e' un mostro a mille teste e non sai da dove queste scappano fuori !!!!!!!!!!Molte volte non vorrei essere nato ( so di dire una bestemmia, scussatemi voi che mi leggete e tu o buon Dio ). Dopo la visita del dottore ,ritornato a casa ho trovato i miei suoceri......... che disperazione mia suocera e' demente e capisce poco piu' e niente, mio suocero e' disperato, e mia moglie si spacca in quattro per rimediare il possibile. Non vado piu' avanti..... vi voglio mantenere allegri.

DAI MIEI SCRITTI DEL 15 febbraio 009.
Cari amici di Intrage siamo arivati alla meta' di febbraio, il mio mese di nascita, ancora tre giorni e compiro' 63 anni.

Mi sono messo in cassa malattiada quattro giorniper un maledetto raffreddore e mal di gola. Non rinuncio pero' alla mia usuale passeggiata..... l'aria e' fresca e penso che inizi a nevicare. Cosi' mi piace il Belino nordico!!!!Oggi ho avuto come ospite mio figlio Marco di 33 anni.... quando viene prendo sempre l'occasione di farmi spiegare i meccanismi del mio PC. Certe volte le cose me le devo fare spiegare mille volteper farmele rimanere in mente....... e' il segno che sto divenendo vecchio. M. mi ha telefonato che si deve operare agli occhi. una piccola operazione, la cataratta.Non vede l'ora di rivedermi, e per l'appunto ha gia' messo in ordine la cameretta : la mia piccola dimora.L. mi ha telefonato invece ieri e mi ha detto che ha una grande voglia di venire a Berlino, forse prendera' l'occasione di venire su con la Marietta Alboni ( il Coro ) quando canteranno alla filarmonia di Berlino. A proposito di coro , oggi pomeriggio mi e' venuta una gran voglia di sentire l'opera dei pagliacci ( Leon Cavallo ) .Mi son soffermato al pezzo quando Nedda ( sempre recitando la commedia ) dice a Canio""""" Pagliaccio!!!!!Pagliaccio!!!!"" e lui risponde: NO!!!! pagliaccio non son; se il viso e' pallido, e' di vergogna, e smania di vendetta!!!! L'uom riprende i suoi diritti, e il cuor che sanguina vol sangue a lavar l'onta, o maledetta!!!!! No paglisaccio non son ..... son quei che stolido ti raccolse orfanella in su la via quasi morte di fame. e un nome offriati. ed un amor ch'era febbre e follia......
Realta' nella commedia!!!!!

Bene, cari amicidi Intrage, mi scuserete questo intermezzo, ed ora mi procingo ad andare avanti con le mie memorie. Per essere piu' vicino alla realta' sono andato a scartabellare alcuni appunti, ma chiedo perdono se scaturira' qualche imprecisione nelle date e nei nomi delle strade.. Arrivato a Londra trovato il posto per dormire la mia preoccupazione sara' quella di trovare lavoro .... perche io i soldi non ne avevo.

Successe veramente un giorno ........ per destino e volonta'.

Il luogo dove ero capitato, era un pubblico dormitorio, ce ne erano di tutte le sorti.... Hippies, studenti, vagabondi, drogati!!!!!Mi alzai la mattina presto verso le sette, e cercai di darmi una buona lavata, bagnando e insaponando un asciugamano. Mi sentii subito meglio anche se la notte la passai quasi insonne! Lo svizzero lo rincontrai e mi misi a parlare con lui. Decidemmo di rimanere insieme. Dopo aver fatto una colazione all'italiana in un bar vicino, ci incamminammo a piedi verso Piccadilly Circus, li' speravamo di trovare qualche lavoretto in un ristorante come lavapiatti. Attraversammo molte piazze e strade, la valigia mi era di grande inpiccio, e mi dovevo fermare diverse volte per riposarmi. Londra mi appari' ai miei occhi come me la ero immaginata: gente di tutti i colori che va e che viene, strade larghe, palazzi sontuosi,, ma anche casdewtte bianche con cancelletti neri e finestre ad intelaiatura bianca stile danese.. Arrivammo verso le dieci a Trafalgar square( 1805). Li' mi fermai e potei godere la bellezza di questo spaziocircondato da monumenti. Da questa Piazza ci dirigemmo verso Piccadilly Circus, che non dista molto. Piccadilly e' una delle piazze piu' note di Londra, e in quell'epoca punto di incontro di tutta la goventu'. Dietro questa piazza si estendeva il quartiere di Soho, con Cina -TTown..Il quartiere era un quartiere famigerato , punto di confluenza di tutte le razzee culture. Qui era concentrata la prostituzione, la droga, i mal'affari, la delinquenza. Dopo vario chiedere e girare trovammo un ristorante " Pizzeria Piccadilly" che per sette sterline alla settimana piu' il vitto, mi offriva un posto come lavapiatti. Preso alla gola dall'impellenza della situazione accettai subito. Un po' di tirocinio al lavoro di ristorante lo avevo acquistato a La dispoli da mia Zia Dorna che ogni estate durante le ferie scolastiche mi trovava un posto come barrista o cameriere. Questa esperienza mi fu molto utile.


Cari amici di Intrage ..... smetto di scrivere perche sono stanco . Sappiate che sono molto vicino a voi..... anche perche voi siete i miei fedeli ascoltatori e coloro che con le vostre lettere e commenti mi incitate ad andare avanti ...... un bacione a tutti il vostro Pino.

Freitag, 15. Juli 2011

Un'importante conoscenza/

Berlino/ 20 03 009.

Cari amici di Intrage, e' arrivata l'ora del nostro appuntamento!!!!Per la cronaca..... Oggi e' morta la mia gattina " La fortunata ". Aveva 20 anni e non si poteva piu' reggere in piedi. Sono triste , ma ero gia' preparato a questa evenienza. A lei sono legati tanti ricordi. Ora giace sepolta nel giardino vicino ad una rosa davanti al mio studio. Ciao Fortunata!!!! hai avuto una bella vita , e ti ho dato tutto l'affetto che potevo..... Ciao.

Ancora per la cronaca: al lavoro sono riuscito a fare una lunga conversazione con D., un paziente che ha tentato di uccidere la sua ragazza tagliandole la goloa con un coltello. Nonostante la sua apparente tranquillita', nasconde tendenze aggressive represse. E' da quasi quatztro anni che e' rinchiuso nel reparto psichiatria per malati di mente criminali. Oggi mi diceva che il suo piu' gran castigo non sia quello di essere rinchiuso ma quello di sentire la mancanza di una ragazza.
( Interrompo di scrivere..... sono quasi le una di notte e mi si choiudono gli occhi dalla stanchezza. Riprendero' domani mattina a mente fresca).


Cari amici e' passata la notte.Sono fresco, lavato, e pettinato. Ho gia' portato al lavoro mia moglie, che inizia il servizio alle sei di mattina. Io invece ho giornata libera, e questo e' una gran bella cosa dal momento che ho molte cose da sbrigare. Oggi pomeriggio ho in mente di andare al " Camping " in un piccolo paesino a cento Km. da Berlino ( Kagar ), dove ho sistemato una roulotte. Questo luogo si trova in mezzo a foreste e laghi. I romani chiamavano queste zone " Germania aspera, per la sua impenetrabilita'. Ne fece le sue spese Varus che con le sue truppe si impantano' in queste oscure e impenetrabili foreste perdendo in poche settimane la bellezza di quattro legioni. Per essere preciso le foreste a cui mi riferisco sono piu' a sud-west, ......... ma tutto si assomiglia. Da quel momento i Romani non si azzardarono piu' a varcare il confine dell'elba, e questa fu la ragione che questa parte della Germania non fu mai romanizzata, e lasciata quindi in mano alle tribu' slavo -germaniche, gli antenati dei tedeschi di oggi.
Ora ripeto quello che ho accennato ieri sera. Ieri sono riuscito ad entrare in colloquio con un paziente. D e# un ragazzo di vent'un anni, rinchiuso in psichiatria da quattro anni per aver tentato di sgozzare la sua ragazza in un gioco sado-masochista. Riporto qui alcuni passi della conversazione:
D. Io ho bisogno di una ragazza, maledizione!!!!! Ho una tal voglia di scopare che se fosse possibile mi scoperei una mosca!!
Pino: ti capisco, ma tu sai quale e' la tua situazione. Fino a quando la sign. P e il Dr. W non danno il loro parere favorevole non c'e' niente da fare.
Che mi lecchino il culo questi due figli di puttana. Dalla paura che io possa fare qualche cosa, si pisciano addosso!!!
Pino: dimmi D. giorni fa mi hai detto che hai delle fantasie, se vuoi , me le puoi raccontare.
D: Guarda Pino, lo sai che ti stimo e che con la tua charme italiana riesci a convincere anche belzebu', ma se so che racconti solo un pizzico di quello che ti dico....... sei finito!!!!! hai capito? FINITO!!!!
Pino: Te lo assicuro pero' se vuoi puoi non raccontarmelo!!!!
D: No!No!No! A me fa bene parlarne, sai mi scarica la tensione..... pero' maledizione .... te lo ripeto!!!! Acqua in bocca!!!
Pino: si, si , ho capito.
D: Ho sognato una ragazza araba con i veli, che io avevo legato ad un albero. Dopo averla spogliata, avevo messo un grande citriolo nella sua F. , ed io con un coltello affilato tagliavo questo citriolo a fettine fino ad arrivare piano piano alla sua vagina. Poi con la punta del coltello cercavo di puntellare le sue parti delicate, fino a quando goccie di sangue scendevano dalla sua delicata pelle.......... Queste goccie di sangue io le leccavo sotto lo spasimo della ragazza.
Pino: I tuoi sogni sono alquanto strani...... e mi fanno dedurre che ancora non sei del tutto guarito
D: Maledizione!!!! Pensi che tutti questi figli di puttana che mi stanno intorno non abbiano avuto le loro sporche e luride fantasie?
Pino: Ok, ok, .... vedo che ti stai agitando. Fuma una sigaretta, e se vuoi continueremo il nostro colloquio un'altro giorno.........
Fine colloquio.

Cari amici di Intrage, dopo questo intramezzo continuo il mio racconto londinese.


Una importante conoscenza.
Non mi ricordo quanto tempo era passato da quando misi piede a Londra, ma sicuramente 8 mesi, e ancora vivevo a Manor Hause, nelle periferie a nord di Londra. Ogni giorno dovevo sacrificare due ore del mio prezioso tempo nella metropoplitana per raggiungere il mio lavoro a Chealse. Pensai fosse giunto il momento di trovare un'altra sistemazione. I miei amici di camera, con i quali avevo cercato di mantenere pochissimi contatti per non essere indotto a parlare italiano, erano nel frattempo tutti spariti. Carmelo era ricercato dalla polizia in quanto sorpreso a rubare in diversi supermaercati. Questo comportamento lo giustificava con il fatto o la pretesa di deanneggiare il capitalismo nelle sue fondamenta. Gli altri due erano ritornati in Italia per continuare la loro rivoluzione Maoista.

L'occasione di cambiare residenza mi fu offerta dalla conoscenza di una signora anziana, una nobil donna, di ottanta anni, che veniva a mangiare da Rosina ogni sabato sera. La sua casa era a due passi dalla trattoria, e quando aveva finito di mangiare, quasi sempre scaloppine al marsala, era mio compito accompagnarla fino alla sua dimora. Per questo servizio ricevevo oltre a tanti ringraziamenti anche una cospiqua mancia. Capitava anche che io la dovessi aiutare, a titolo gratuito, in alcune sue mansioni domestiche.........accompagnarla a fare la spesa, dal dottore, etc etc. Capii con il tempo che questa signora avesse avuto bisogno di aiuto. Questa arzilla vecchietta era discendente di una nobile famiglia belga che verso la meta' dell'ottocento si era trasferita in Inghilterra per amministrare un impresa navale che era affiliata alla compagnie delle indie. Il suo nome " Madame de la Rue.. Quando ella venne a sapere che io cercavo una dimora non distante dal mio lavoro, ella fu estremamente felice di offrirmi una delle sue camere della sua grande e nobile casa. Unico inconveniente era quello che io non ero libero a ricevere visite a mio piacimento, specialmente durante la notte, e con questo si intende cosa volsse intendere. Sebbene vincolato da questa limitazione , io accettai. La casa era ammobiliata con mobili antichi preziosi , stile francese settecento. La mia camera era situata al secondo piano, e la potevo raggiungere dall'entrone attraverso una scala a semichiocciola provvista da una ringhiera di legno massiccio di noce scura. Alla fine della ringhiera , adiacente al muro di sostegno era situato un piedestallo sopra il quale era appoggiato un pannello di legno dove erano visibili le intarsature dello stemma di famiglia della famiglia " de la Rue ": Due spade incrociate dove nel punto dell'incrocio era scalfita una nave che issava bandiera belga. Tutti i pavimenti dello stabile erano ricoperti da tappeti persiani, dove il blu era il colore dominante. Nella camera opposta alla mia, si trovava un pianoforte a coda, anch'esso tramandato da generazioni. La mia camera era composta da un letto a due chiazze, da una folta libreria, e da una scrivania oltre naturalmente da un armadio per i vestiti. Sopra la scrivania era situata la foto di un giovane militare sorridente. " Questo era il mio unico figlio, morto come aviatore nei celi della Germania, per liberare il continente dalla tirannia nazzista"" mi disse. Presi possesso di questa nobil dimora, mi adagiai nel letto, e cercai di riordinare le mie idee. Mi sentivo protetto da questi mobili ancestrali, dai tappeti soffici del pavimento, e dalla faccia sorridente del povero aviatore. La libreria era provvista da libri di ogni specie, ma mi soffermai su alcuni che mi avevano dato subito all'occhio : Charles Dickens il mio autore preferito. Ne aprii uno per caso e cominciai a leggere qualche riga........ si stava avverando un sogno ...... riuscivo gia' a poter leggere in inglese...... le mie giornate potevano cosi' essere meno sole!!!!!!!

Cari amici di Intrage..... ancora una volta vi auguro una buona notte..... e non scordatevi!!!! seguitemi fedeli!!!!!! Il vostro Pino.