Datum 12. 03. 09.
Carissimi amici di Intrage , sono ancora tra voi. Ciao Lisa, Amaq, Nadia § company. Ho passato delle buone e laboriose vacanze. Appena arrivato alla mia fattoria il primo compito e’ stato quello di riparare lo scolo del bagno. Ho la fortuna che queste riparazioni le possa fare da solo perche un idraulico costa l’ira di Dio...... ho sempre pensato che se dovessi ritornare in terra l’idraulico srebbe il mio agognato mestiere. Poi ho cominciato a mettere a posto il giardino tagliando l’erba. In questo sono molto meticoloso!!!!! Mi sento a mio agio solo quando tutto e’ in ordine e chiaro..... l’evelyn ( mia moglie ) dice sempre che ho un tick.... quello dell’ordine, ma solo per quello che riguarda il giardino. In questi giorni e’ successo anche un fastidioso inconveniente!!!!!! Sono andato dal macellaio e ho chiesto un osso per il mio leone( un dobermann ); questo mi ha preso in parola e mi ha offerto un mega osso del peso di quasi un chilo. Il duca ( nome del dobermann ) mi ha fatto grandi feste quando mi ha visto arrivare con questa carcassa, ed io senza pensare glielo fatta rosicchiare tutto il giorno.All’indomani pero’ ho notato delle macchioline di sangue nel pavimento della terrazza, ed ho potuto notare che questo sangue usciva dal sedere d el cane. Nel corso della giornata ho potuto altressi’ scrutare che il duca si sforzava ad andare di corpo senza riuscirci. Fine della storia .... dopo tre giorni che il duca non poteva fare i suoi bisogni, son dovuto andare dal vetrinario il quale attraverso dolorosi cristeri e la somministrazione di olio di origino e’ riuscito fnalmente a sgombrare l’intestino del duca. Mea culpa, mea culpa, l’osso che gli ho dato e’ stata la causa della sua stitichezza. Non lo faro’ piu’!!!!!!!!
Bene!!! Ora mi appresto a continuare a scrivere la mia storia, sperando nella vostra pazienza se saro’ noioso . Il punto dove sono arrivato e’ molto critico. Il lavoro che devo fare a Londra e’ pesante e vengo sfruttato nel peggiore dei modi. Ma ora vedrete.
STRANIERO PER DESTINO E VOLONTA’.
Quei giorni accadde veramente!!!!!
A quell’epoca in gran Bretagna si teneva un ibattito, a volte molto accanito sull’entrata dell’inghilterra nel mercato comune europeo. Molti parlamentari, specialmente nelle fila dei laboristi, erano contrari. L’Inghilterra era ed e’ rimasta sempre restia a condividere le sue sorti con quelle del continente. Che l’inghilterra non fosse nel mercato comune, comportava per noi italiani una limitazione nel trovare un lavoro: a noi era concesso solo un lavoro domestico ( domestic- work ).Il mio permesso di soggiorno era scaduto, mi resi conto che ancora per me era troppo presto per districarmi in qualche cavillo burocratico, cosi’ mi rassegnai a rimanere nel mio stato di illegalita’. Dovevo abituarmi a questo stato di precarieta’anche se il lavoro nero mi rendeva vulnerabile al ricatto e al piu’ disumano sfruttamento. A breve ne dovevo fare le spese.
Come avevo progettato mi misi alla ricerca di un nuovo lavoro. Sempre attraverso conoscenze ne trovai uno come “ pulisci-tavolo” nella zona della City. Questa era una cantina dove gli impiegati elle grandi banche, venivano a fare il loro spuntino durante la loro pausa pomeriiana. Dalle dodici alle sedici ero impegnato a sgomberare i tavoli e a pulirli. La paga che prendevo era molto bassa, ma l’orario mi permetteva di essere piu’ libero e quindi avere la possibilita’ di poter andare a scuola serale ed impegnarmi nell’apprendimento metodico dell’inglese, lingua alla quale ero innamoratissimo.
Erano gli inizi di novembre, ed ancora non mi ero abituato al clima londinese. Ero pigro, dopo il mio lavoro ad andare in giro per le strade di Londra ed affrontare il freddo, la nebbia e sovente la pioggia. Preferivo il pub, dove mi siedevo a bere una birra e cercare di leggere un giornale” Il Guardian “. Non capivo che poche parole, ma in questo ero caparbio, anche se questo processo richiedesse una grande dose di pazienza.
Un giorno uscendo dal pub sentii dei brividi in tutto il corpo ai quali seguirono i segni di un grande malessere. Ritornato a casa mi lasciai andare alle cure ella signora Frattini. La temperatura era salita a 39 gradi ed era consigliabile chiamare un dottore, ma anche se la signora Frattini insisteva nel volerlo chiamare, io mi rifiutavo. Avevo paura del mio stato di illegalita’ non avendo il permesso di soggiorno. Pregai Carmelo di andare dal mio datore di lavoro per informarlo del mio stato di salute e dell’impossibilita’ di riprendere il lavoro fino a quando non mi fossi ripreso. Stetti quasi una settimana sotto le coperte bevendo tisane. Pensai a fondo sulla mia situazione..... ed ebbi qualche attimo di scoraggiamento.
Rimessomi di salute mi ripresentai al lavoro. Con grande stupore mi fu comunicato che il mio posto era stato occupato da un’altra persona, e che per me oramai non c’era piu’ occupazione. Rimasi molto male sul come si potesse giocare sulla testa delle persone. Per riordinare le idee non mi rimase altro che andare al mio solito pub..... mi sedetti, ordinai una birra, e tra un sorso e l’altro mi sentii solo maledettamente solo.
Ritornai all’Italian domestic agency per farmi dare un nuovo lavoro. Me lo trovarono come aiuto cuoco. Anche qui non resistetti piu’ di una settimana. Il cuoco, un sardo sulla quarantina mi sgridava, mi insultava, e mi comandava a bacchetta come uno schiavo. Non potei resistere piu’, e una mattina lo salutai dicendogli di trovarsi un’altro imbecille che lo potesse aiutare meglio di me.
Ritornai alla stessa agenzia, e mi lamentai dell’accaduto dicendo che le persone non potessero essere trattate cosi’ come se fossero schiavi. L’agenzia mi dette in senso riparatorio l’indirizzo di una buona trattoria, la cui proprietaria si chiamava Rosina. La trattoria era situata nella zona di chelsea. Da qui comincio’ la svolta che da tanto aspettavo nella mia vita londinese.
Carissimi amici di Intrage ora smetto di scrivere e ci risentiremo la prossima volta fra pochi giorni. Vi auguro una buona nottata e scusatemi se la mia storia vi ha un po’ annoiato....... ma successe veramente!!!!!!